Mercato dei diamanti: I rendimenti e le condizioni fiscali per investire in massima sicurezza

In banca mi hanno proposto di investire in diamanti, dati i bassissimi rendimenti dei Titoli di Stato di questi tempi. Sono tentato di farlo, ma vorrei essere sicuro della rivalutazione delle pietre che mi offrono, e che non ci sono fregature sulla loro qualità.

Come alternativa ai normali investimenti finanziari i diamanti non sono proponibili, perché presentano caratteristiche diverse, a mio parere scoraggianti. Innanzitutto sono illiquidi, ossia non è possibile rivenderli a piacere, come si può fare con i titoli azionari od obbligazionari quotati in Borsa, o riscattarne le quote come nel caso dei fondi comuni o degli Etf. La rivalutazione nel tempo è un’incognita, come per le altre materie prime e per le azioni, ma per i diamanti non esiste nemmeno un prezzo ufficiale, il cosiddetto fixing che determina la quotazione dell’oro o dell’argento.

Ci sono solo stime periodiche di riferimento fornite dagli operatori. La difficoltà dei diamanti di diventare un investimento di successo è dimostrata dalla vicenda dell’unico Etf che sia stato mai creato: avendo raggiunto un patrimonio di soli 1,1 milioni di dollari in oltre un anno, l’americano PureFunds Ise Diamond/Gemstone è stato ritirato dalla Borsa nel gennaio 2014. La certificazione delle pietre è affidata ad agenzie internazionali private, e ciò aggiunge un ulteriore rischio legato all’affidabilità di chi valuta le pietre, tutte pezzi unici. Chi offre i diamanti mette le mani avanti dicendo che bisogna prevedere di tenerli per un periodo di almeno 7 anni. E’ il minimo: l’acquisto delle pietre in Italia comporta un’Iva del 22%, più una commissione per l’intermediario attorno al 3%, e quindi si comincia a guadagnare solo se prima si recuperano questi costi.

I titoli depositati alla Deutsche Bank

Ho depositato tutti i miei risparmi presso la Deutsche bank di Torino e da qualche tempo sono preoccupato per le notizie che riguardano la casa madre tedesca. Cosa succederà al mio capitale se la banca tedesca dovesse fallire?

Giuseppe J. 

Il lettore può stare tranquillo sulle sorti del proprio capitale: se la banca “madre” fallisce la banca italiana non subisce conseguenze avendo una sua autonomia, un suo capitale e fruendo delle garanzie previste dalla legge. I depositi in conto sono garantiti fino a 100.000 euro, gli unici rischi potrebbero derivare dall’eventuale investimento in obbligazioni della Deutsche bank.

 

Il pergolato del terrazzo 

Vorrei installare sul mio terrazzo un pergolato in legno fissandolo con dei tasselli alla parete. Ci vuole l’ok dell’assemblea?

Lettera firmata 

A norma dell’art. 1122 del c.c., nella sua proprietà il condòmino può eseguire le opere che non rechino danno alle parti comuni o determinino pregiudizio alla stabilità, alla sicurezza o al decoro architettonico dell’edificio. Dunque, ove non venga riscontrato un potenziale danno alle parti comuni o il pregiudizio alla stabilità, alla sicurezza e al decoro, il condòmino può installare sul suo terrazzo un pergolato, essendo una struttura precaria e rimovibile senza demolizioni, dandone preventiva notizia all’amministratore che ne riferisce all’assemblea.

 

Le infiltrazioni d’acqua nei box

In alcuni box del mio condominio si stanno verificando consistenti infiltrazioni d’acqua provenienti dai giardini soprastanti. Chi deve pagare le spese per i lavori di impermeabilizzazione e ripristino dei giardini?

Lettera firmata

Le spese devono essere ripartite tra i proprietari dei giardini soprastanti e i proprietari dei box sottostanti, a norma dell’articolo 1125 del c.c. salvo che le infiltrazioni possano essere addebitate per omessa manutenzione dei proprietari dei giardini. Inoltre a norma dell’art. 1223 del c.c. la spesa per la ricostruzione e il ripristino dei giardini dopo l’esecuzione dei lavori dovrà essere ricompresa nell’importo complessivo della impermeabilizzazione della soletta divisoria tra piano soprastante e piano sottostante.

I contributi non calcolati

Ho 82 anni pensionato Inps con 44 anni di contribuzione: 6 come segretario comunale, e il resto quale dipendente Inps. L’ente mi chiede 2.452,45 euro per riduzione della pensione. Dopo vari colloqui ho capito che forse non dovevano essere conteggiati in pensione poco più di 4 anni di contribuzione Cpdel trasferita all’Inps, e per la quale ho pagato a suo tempo oltre 6 milioni di lire. Se è così dovrebbero restituirmi le somme. Possono essere trattenuti dall’Inps in quanto non più di propria appartenenza, non avendo gli stessi dato luogo ad alcuna prestazione: dovrebbero essere restituiti ai legittimi proprietari.

A. S.

Prima di chiedere il trasferimento dei contributi Inpdap era lei a dover programmare e capire quale sarebbe stato il momento della pensione e se i contributi Inpdap fossero necessari al raggiungimento del diritto a pensione o quanto meno a migliorarne la misura. Conosco, ad esempio, molte persone che in gioventù hanno chiesto il riscatto della laurea e poi se lo sono visto sfuggire di mano in quanto hanno superato i 40 anni di anzianità. Lei perciò non può addebitare alcun errore o silenzio all’Istitutodi previdenza, al quale la legge inibisce, anche se volesse, la restituzione dei contributi eccedenti.

 

Due anni di agente commerciale

Ho contributi Inps per 1.638 settimane. Dalla simulazione Inps risulta che avrò la pensione a marzo 2022. Ho anche due anni di versamenti all’Enasarco come agente di commercio: possono essere utili per la pensione Inps?

B. A.

Non possono essere utilizzati perché sono stati versati a un fondo di previdenza “integrativo” e perciò i periodi di lavoro non sono equivalenti a quello pagati all’Inps quale fondo di base. D’altro canto lo stesso periodo dovrebbe essere coperto dai contributi Inps.

 

Quasi 21 anni di contributi

Nata il 27 ottobre 1953 ho versato all’Inps 1.076 settimane di contributi. Avrò 63 anni il 27 ottobre 2016: quando la pensione?.

Vera Santoni

Deve attendere l’età di 67 anni. Perciò – per lo meno in base alle attuali stime legate alle variazioni della speranza di vita – avrà la pensione da novembre 2020.

 

Hanno collaborato:

GIANLUIGI DE MARCHI

BRUNO BENELLI

SILVIO REZZONICO, PRESIDENTE CONFAPPI